L' Indoor Trainer SRM nel simulatore spaziale

Gli scienziati dell’Istituto di Ricerca per la cognizione e la robotica dell’Università di Bielefeld stavano studiando sistemi intelligenti in grado di assistere ed aiutare gli astronauti a mantenersi in forma, sia fisicamente che mentalmente. I test non erano cmunque limitati agli esseri umani ma la ricerca si estendeva anche ai robot, infatti gli scienziati erano al lavoro per testare la loro affidabilità.

L’esperimento e' terminato  sabato 27 aprile 2013. Tutti gli esperimenti sono condotti sotto la supervisione del dottor Franz Kummer e del professor Britta Wrede. 

Gli otto soggetti che hanno preso parte all’esperimento hanno trascorso 18 giorni vivendo insieme fianco a fianco in una zona sigillata presso l' Istituto di Medicina Aerospaziale del Centro Aerospaziale della Germania (DLR) sito in Colonia. “Le loro condizioni di vita arano pressoché similari a quelle che avrebbero avuto nella navicella spaziale”, ha affermato Kummert. L’unica distrazione era dovuta ai due robot, Flobi e Nao.

Flobi è un robot che parla, realizzato presso l’Università Cluster of Excellence Cognitive Interaction Technology (CITEC) ed utilizza le espressioni facciali per interagire con il comportamento umano, spostando gli occhi, le sopracciglia, le palpebre e le labbra. I ricercatori di Bielefeld hanno completamente rielaborato la meccanica del collo, della bocca e degli occhi al fine di renderlo più robusto per il progetto 'SoziRob' per l’analisi dell’isolamento.

Lo scopo di Flobi in questa ricerca era quello di stimolare i soggetti sottoposti al test elaborando quotidianamente diversi giochi di memoria. La testa robotica usa le espressioni facciali per reagire alle espressioni del soggetto sotto test e gliele ritorce contro: una cosa che Flobi è in grado di fare dato che può identificare la voce del suo partner nell’etere e di conseguenza visualizzarne la faccia. 

Nao, il collega di Flobi alto circa 60 centimetri, è invece in grado di parlare, memorizzare visivamente le persone e di muovere mani, braccia e gambe. Il robot era responsabile per l’allenamento a bordo della stazione utilizzata per i test. Ogni giorno faceva allenare i soggetti sottoposti al test per un’ora sul sistema Indoortrainer SRM che ha lavorato in continuo per 18 giorni. Il robot procedeva con l’allenamento istruendo i soggetti sulla velocità da tenere e sulla cadenza da rispettare istruendoli anche sul modo in cui eseguire gli esercizi.

Da febbraio a marzo il team di ricercatori di Bielefeld aveva già effettuato un esperimento del genere per verificare quali effetti si riscontravano su dei soggetti tenuti isolati per tre settimane se fossero stati occupati senza l’ausilio dei robot. “Ad una prima occhiata i questionari completi suggerivano che l’allenamento con i nostri robot era più personale e quindi più efficace. Ovviamente le informazioni più dettagliate saranno disponibili dopo una scrupolosa analisi dei dati. Comunque, questi risultati preliminari rafforzano la nostra aspettativa che i robot, in grado di mostrare comportamenti sociali, saranno accettati come partner con cui interagire." Afferma Kummert.

Il progetto di ricerca 'SoziRob' è sostenuto dall'Agenzia Spaziale del Centro aerospaziale tedesco (DLR) con i fondi del Ministero Federale dell'Economia e della Tecnologia.

L’istituto di Ricerca per la Cognizione e la Robotica (Cor-Lab) è stato istituito per sviluppare macchine in grado di apprendere dall’essere umano e dal suo comportamento, adeguandosi a questi ed interagendo in maniera flessibile. Cor-Lab riunisce scienziati di ingegneria, informatica, neuro scienziati e specialisti in umanistica senza tralasciare psicologi e linguisti. Approssimativamente 70 scienziati stanno lavorando su progetti interdisciplinari al Cor-Lab per riuscire a capire come riportare su robot abilità cognitive. Stanno lavorando con robot umanoidi sia del tipo di iCub e Nao che robot più industriali. Cor-Lab colma il divario tra ricerca di base e trasferimento tecnologico.

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